In Ogliastra ci sono connessioni che esistono da sempre, anche quando non vengono raccontate.

La pastorizia e il mare, per esempio, sembrano appartenere a mondi diversi. Eppure convivono nello stesso territorio, influenzano la stessa cultura alimentare e fanno parte dello stesso paesaggio umano.

“Abisso”, il formaggio erborinato prodotto dal Caseificio Silvio Boi, socio del Distretto Agroalimentare di Qualità Ogliastra, nasce proprio da questa idea: provare a creare un dialogo tra elementi che qui sono sempre stati vicini.

Il progetto utilizza anche acqua di mare all’interno del processo produttivo, attraverso una lavorazione innovativa che punta a valorizzare le caratteristiche del prodotto e il legame con il territorio.

Ma l’aspetto più interessante forse non è soltanto tecnico.

È il modo in cui questo progetto racconta un’idea diversa di innovazione.

In territori come l’Ogliastra, innovare non significa necessariamente rompere con la tradizione o inseguire modelli esterni.
Spesso significa osservare meglio ciò che esiste già e trovare nuove connessioni tra saperi, materie prime, ricerca e identità locali.

Dietro un prodotto come “Abisso” non c’è solo un formaggio.

Ci sono:

Ed è proprio questo uno degli aspetti centrali del lavoro del Distretto Agroalimentare di Qualità Ogliastra: creare relazioni tra aziende, competenze e filiere che troppo spesso hanno lavorato separatamente.

Perché le filiere non crescono soltanto aumentando la produzione.
Crescono quando iniziano a condividere visioni, criticità, idee e possibilità.

Esperienze come quella di “Abisso” mostrano che tradizione e innovazione non sono necessariamente opposte.
Possono diventare parte della stessa storia, se esiste un territorio capace di metterle in relazione.

Guarda il servizio Rai su Abisso: https://www.rainews.it/tgr/sardegna/video/2026/05/a-cardedu-nasce-il-pecorino-fatto-con-lacqua-di-mare-2b0e3d08-e546-47f5-a820-abc555ecfdf2.html?wt_mc=2.www.wzp.rainews