Il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate 18 marzo 2026 trova fondamento nell’art. 3, comma 7-bis, del DL n. 63/2024, introdotto dalla legge n. 182/2025, con l’obiettivo di rafforzare i meccanismi di trasparenza nella formazione dei prezzi delle principali filiere agricole e agroalimentari.
La disposizione si coordina con la disciplina delle Commissioni uniche nazionali (CUN) di cui all’art. 6-bis del DL n. 51/2015, organismi deputati alla definizione di quotazioni ufficiali utilizzate come riferimento nei contratti di compravendita. In tale contesto, il legislatore ha previsto l’utilizzo dei dati derivanti dalle transazioni commerciali effettive per migliorare l’affidabilità delle rilevazioni di mercato.
Elemento centrale della nuova disciplina è l’introduzione dell’obbligo di inserire, nelle fatture elettroniche relative ai prodotti oggetto di monitoraggio, uno specifico codice identificativo CUN.
Dal punto di vista operativo, il provvedimento stabilisce che:
• il codice deve essere riportato nel tracciato XML della fattura;
• deve essere valorizzato all’interno del blocco “Altri Dati Gestionali”;
• nel campo “TipoDato” deve essere indicata la dicitura “CUN”;
• nel campo “RiferimentoTesto” deve essere inserito il codice prodotto desunto dall’elenco ufficiale predisposto dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.
Tale modalità consente di individuare in modo univoco le operazioni rilevanti ai fini del monitoraggio, garantendo uniformità e standardizzazione dei dati trasmessi.
Oltre agli obblighi di compilazione della fattura elettronica, il provvedimento disciplina anche il sistema di trasmissione dei dati.
In particolare, è previsto che le informazioni contenute nelle fatture – tra cui:
• codice prodotto CUN;
• unità di misura;
• quantità;
• prezzo complessivo dell’operazione;
siano trasmesse con cadenza settimanale e in forma anonimizzata alle segreterie tecniche delle Commissioni uniche nazionali.
Il flusso informativo avviene tramite BMTI S.c.p.A. (Borsa Merci Telematica Italiana), utilizzando la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND), in un’ottica di interoperabilità tra sistemi pubblici.